Danza Cosmica

 

 

 

Le leggende simboliche dei Purana, i libri sacri della cultura shivaita dell’ India antica, ci parlano del Dio Shiva come una divinità dai molteplici aspetti. Shiva è il principio della forza centrifuga per mezzo della quale ogni vita, ogni forma, ogni sistema cosmico si dissolve nella infinita immensità del divino.

Tutto ha origine in lui.
“Shiva è la forza di espansione del mondo, è la fonte energetica dell’esistenza, il principio della vita, ma è anche, poiché l’espansione finisce con una totale dispersione, il principio della dissoluzione e della trasformazione”.

Fulmina col suo terzo occhio, l’occhio della chiaroveggenza e del sapere, coloro che disturbano la sua meditazione.

Shiva è il Signore del ritmo e della danza, e come tale dà origine al mondo delle forme; infatti tutto vibra, tutto ha un ritmo nell’universo così come il respiro dell’uomo, il battito del nostro cuore, il giorno e la notte e tante altre cose nella natura.

Il tutto è governato da una forza centripeta di concentrazione chiamata Vishnu, da una forza centrifuga di dispersione chiamata Shiva e da una risultante che dà luogo al movimento circolare degli astri e degli atomi, cioè a dire alla materia, chiamata Brahmà.

La materia quindi è un’illusione, cioè perisce, finisce o, se vogliamo, si trasforma; perciò solo l’energia esiste ed è questa energia che dà origine alla vibrazione, al ritmo, ai movimenti, creando così l’apparenza della materia, degli atomi, dell’universo e anche della percezione dei nostri sensi, della memoria e del pensiero.

Egli è il procreatore e il suo segno è l’organo della procreazione; da qui i simboli fallici delle culture orientali prima e mediterranee poi.

Il grembo femminile, la donna è paragonabile alla possibilità energetica della materia, della Shakti. La madre terra elabora il seme dal quale nasce poi la pianta; così la procreazione nell’uomo e nella donna.

Infatti tutto nell’ordine naturale, nel dominio di Prakriti (la natura), è orientato verso la continuazione e l’evoluzione della vita. La funzione di ogni essere vivente è essenzialmente la procreazione o la creazione di qualcosa di sé, che nel piano della natura è la ragione d’essere di ogni individuo, il quale è sempre e soltanto un elemento di una catena infinita.
Infatti l’energia vitale nell’uomo nasce dagli organi della procreazione.

Shiva è quindi il creatore e il procreatore del mondo, ma ne è anche il trasformatore.

La sua apparizione sotto forma umana per insegnare agli uomini i segreti della creazione, il ritmo della vita, i modi di realizzare gli scopi della vita, le tecniche dello yoga, il segreto delle arti, ecc., rappresenta il primo esempio di concezione del Dio incarnato.

Così secondo l’antica cultura tutto dipende dalle rivelazioni fatte all’uomo dal dio Shiva, che nelle culture susseguenti, soprattutto mediterranee, divenne Dionisio e poi Bacco.
Infatti nella tradizione dionisiaca, la ricerca della conoscenza passava attraverso la pratica della danza e lo sviluppo del controllo delle forze fondamentali che negli esseri assicurano la continuità e la trasmissione della vita.

Lo yoga quindi venne rivelato dal dio Shiva all’uomo come il metodo fondamentale per l’autosuperamento di se stessi, per una emancipazione totale dell’uomo sotto tutti gli aspetti.

Poco a poco lo yoghi superando i vari gradi dello yoga, cioè perfezionandosi sempre più, diventa padrone delle sue energie vitali e potrà sfuggire alla schiavitù della materia e dei sensi; e secondo la teoria della reincamazione, sfuggire alla catena delle rinascite e delle morti.
Avrà più netta la percezione della natura e del mondo e dell’essere divino, che sono fondamentalmente separate e distinte. Partendo dal principio dell’interdipendenza delle nostre reazioni e del nostro corpo, lo yoghi ritiene che con l’esecuzione delle une agisca sulle altre.

Egli arriverà a controllare le sue funzioni vitali, il suo corpo fisico, attraverso la conoscenza delle zone emotive in cui risiedono gli istinti vitali che reggono le funzioni del corpo e del cervello e del suo corpo psichico.

"Senza sperimentare l’amore e la felicità umana non è possibile conoscere l’Amore universale, divino”, dicono i grandi saggi indù.

 

 


Fonte: Garbha Yoga